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01NOV2011

Apparecchiare la tavola

Apparecchiare la tavola è un'arte. Una tavola ben apparecchiata è indice di raffinatezza, di buona educazione e dimostra inoltre l'attenzione e la cura che abbiamo nei confronti dei nostri ospiti. Nel preparare la tavola è importante non eccedere, non cadere nella stravaganza e soprattutto disporre con eleganza e logica tutti gli elementi che ne fanno parte. Le 2 regole d'oro sono stile, sinonimo di eleganza e di semplicità, e praticità.

 

La tavola da sempre è grande protagonista della nostra vita quotidiana, rivelatrice di tendenze culinarie e di costume di ogni epoca storica. Si può tranquillamente affermare che l'evoluzione sociale e civile dell'uomo è passata proprio dalla tavola in ogni periodo storico. In particolare è durante il Rinascimento che nasce, prima che altrove, la vera arte della tavola. Nelle eleganti corti italiane i signori fanno della cucina e della tavola un vero momento creativo all'insegna del lusso e dell'opulenza.

 

Il momento conviviale diventa dunque l'espressione di un nuovo costume sociale all'insegna dell'eleganza e della sontuosità, anche grazie all'ausilio di cuochi, artisti e architetti del tempo sollecitati a gareggiare per allestire sfarzosi banchetti volti a stupire gli invitati. Naturalmente anche apparecchiare la tavola del signore divenne un'arte. La grande tovaglia bianca di lino o fine cotone era accompagnata da tovaglioli della stessa qualità. Ogni salsa aveva il suo contenitore, come anche l'olio, il sale e il formaggio. Si aggiunsero poi i portatovaglioli, le insalatiere e i piattini rigorosamente in ceramica per appoggiare le posate.

 

Più tardi arrivarono interi servizi per il caffè e per il tè, poi ancora bicchieri per differenti tipi di vino o per l'acqua. Nel XVI secolo nelle corti sorse l'esigenza di formalizzare con un manuale l'etichetta del comportamento a tavola: il Galateo di Monsignor della Casa costituì la risposta a questa richiesta, segnando una svolta nell'arte di preparare e stare a tavola.

 

Il termine galateo deriva da Galeazzo - Galatheus - Florimonte, un nobile che divenne vescovo e per il quale Monsignor della Casa nel 1550 scrisse un trattato su come istruire un gentiluomo secondo le regole della buona creanza. Il successo straordinario di questa pubblicazione, tradotta e adattata in tutta Europa, ha fatto sì che ancora oggi col termine galateo si intendano il complesso di regole di buona educazione che ovviamente negli anni ha subito notevoli cambiamenti.

 

Applicate alla tavola, le regole sono volte a mettere l'ospite a proprio agio non dimenticando estetica, eleganza e praticità. Naturalmente dal Cinquecento a oggi sono passati diversi secoli, e anche i criteri del galateo hanno subito delle modifiche: oggi abbiamo a disposizione nuovi materiali, nuovi design, ma anche nuove abitudini alimentari. È importante non confondere il galateo e l'eleganza con il lusso: una tavola sfarzosa non sempre è sinonimo di tavola elegante.

 

Possiamo quindi affermare che la storia della gastronomia e della tavola ha camminato di pari passo con la storia stessa dell'uomo, che anche grazie alla tavola ha saputo stabilire regole per se stesso, per la buona convivenza e l'ospitalità.
Anche se il Galateo risale al 1550 e fino ai nostri giorni ha subito varie trasformazioni dovute al profondo cambiamento della società, i suoi dettami fondamentali si possono perfettamente applicare ancora oggi per ospitare al meglio gli invitati e apparecchiare la tavola in maniera perfetta.

 

COME APPARECCHIARE LA TAVOLA


La tavola è al centro dell'attenzione e l'ospite che entra in casa ne è subito attratto. Deve essere piuttosto grande per mettere il più possibile a loro agio i commensali che non devono essere troppo distanti tra loro perché la conversazione potrebbe diventare troppo staccata. 

 

La tovaglia può essere di cotone, lino, con disegni floreali o di un unico colore: deve comunque essere adatta al tipo di cena o pranzo che si sta per affrontare e in armonia con il resto della tavola. La soluzione migliore per non sbagliare mai sarebbe comunque la tovaglia bianca che ben si adatta ad ogni tipo di decorazione e servizio di piatti. Le piegature della stoffa devono essere parallele ai bordi della tavola, anche se in realtà il vero tocco elegante sarebbe una tovaglia perfettamente stirata senza traccia di ripiegatura. In alternativa alla tovaglia, ma solo nelle occasioni informali, è possibile utilizzare le tovagliette all'americana. Le tovagliette devono essere una per commensale e per il servizio all'americana è indicato avere un bel tavolo, anche se il rischio di rovinarlo è maggiore rispetto a quando lo si copre con la tovaglia.



Il tovagliolo deve trovarsi vicino alle posate o sul piatto, se l'occasione non è molto importante lo si può mettere nel bicchiere. Non vi sono regole precise circa la sua posizione corretta anche se quella più tradizionale è sulla sinistra. Sono da evitare le creazioni di figure col tovagliolo.

 

È importante abbellire la tavola con centrotavola o candele. La regola numero uno è che il centrotavola va disposto solo se c'è lo spazio; non si possono sacrificare gli ospiti in omaggio all'estetica. Il centrotavola con composizione floreale o di frutta è adeguato ma non deve essere troppo vistoso o troppo alto, tanto da impedire lo sguardo tra i commensali. I fiori freschi vanno sempre bene a patto però che non siano profumati, in modo da evitare che coprano l'aroma delle pietanze portate in tavola. Per una cena con il proprio partner sono molto consigliati i candelabri, la cui fiamma non deve essere inferiore all'altezza degli occhi. Da evitare le candele profumate per lo stesso motivo dei fiori freschi.

 

piatti in tavola vanno messi a seconda del numero delle portate: se non ci sono i camerieri si possono mettere fino a un numero di tre piatti, al contrario, se ci fosse servizio, andrebbero cambiati alla fine di ogni pasto.
I piatti possono essere posati su sottopiatti o direttamente sulla tovaglia e devono essere disposti ad uguale distanza l'uno dall'altro; se sono decorati con disegni, fregi e stemmi questi devono essere rivolti verso il bordo della tavola. Eventuali sottopiatti non vanno mai tolti dalla tavola.

 

Se non vengono usati i sottopiatti, il posto va apparecchiato con il piatto piano della prima pietanza. Perché il piatto piano? Perché il piatto fondo si utilizza solo per le minestre o cibi liquidi. Piattini per formaggio, frutta o dessert, se servono, vengono portati in tavola all'occorrenza, uno alla volta.

 

La posizione delle posate è sempre la medesima per ogni occasione: alla destra del piatto si pongono i coltelli, con la lama verso il piatto e poi il cucchiaio. Alla sinistra del piatto ci sono le forchette, quella normale e quella per il pesce. Per non fare confusione le posate che si usano per prime sono sempre quelle all'esterno.
Sopra al piatto si posizionano le posate per il dolce e la frutta: sono una forchetta e un cucchiaino che devono avere rispettivamente il manico a sinistra e a destra. Tra i due può esserci un coltellino da frutta col manico nel senso del cucchiaino.

 

bicchieri vanno messi alla destra del piatto sopra ai coltelli; devono essere almeno due: uno per l'acqua e uno per il vino. Il bicchiere dell'acqua ha una grandezza maggiore rispetto a quello del vino (vino e acqua mai nello stesso bicchiere!). I bicchieri da vino possono essere anche due, uno per il vino rosso e uno per il vino bianco.

 

Se è previsto un vino da dessert o lo spumante, i bicchieri diventano quattro e cambia la disposizione. Si inizia con il bicchiere da acqua davanti al piatto e poi procedendo verso destra i due da vino, mentre l'ultimo da usare sarà un po' indietro. È consigliabile disporre tutti i bicchieri solo se le dimensioni della tavola lo consentono, altrimenti è preferibile aggiungere il bicchiere dello spumante con il dessert. I bicchieri non si dispongono mai capovolti sulla tavola o posizionati su tovaglioli.

 

Il pane viene messo in appositi cestini. A volte si mettono dei piattini apposta per il pane  a sinistra sopra alle forchette.

Nelle occasioni importanti il sale e il pepe vanno posizionati ogni due posti se non ad ogni posto. Per i ricevimenti informali bastano semplicemente saliera e macinapepe. Altro oggetti come la formaggiera o la salsiera vengono posti in tavola solo se e quando necessari.

Evitare assolutamente di apparecchiare la tavola con stuzzicadenti e posacenere.

 

 

Redazione

 

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