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FOR FOODIES
28SEP2016

Franciacorta e Berlucchi: il Festival continua

Dopo il Festival d'estate, di fine Giugno, in Franciacorta si prosegue con il Festival in cantina.

 

Il 17 e 18 Settembre tantissimi wine and food lovers, e tutti coloro che abbiano investito un'ora di automobile (da Milano) per arrivare in un territorio così ricco di proposte, si sono dati appuntamento tra le colline e il lago d'Iseo.

 

Prima di tutto per le visite alle cantine del Consorzio del Franciacorta DOCG, ma anche per assaggiare i piatti tipici del territorio e per attraversare a piedi o in bicicletta le alture, tutte a filari verdeggianti, sugli appositi sentieri.

 

Tante le proposte, si diceva, e tra queste la visita alle cantine Guido Berlucchi è davvero significativa: la storia della famiglia è entrata negli annali, almeno a partire dall'incontro fra Guido Berlucchi e Franco Ziliani, nel 1955, a cui nel volgere di pochi anni avrebbe fatto seguito l'inimitabile champagne all'italiana. Così lo chiama ancora qualcuno: dimenticando che, se è vero che il metodo classico di rifermentazione in bottiglia è sempre quello, invece il terreno, il clima e i vitigni di Franciacorta danno al vino un carattere non comparabile a nessun altro.

 

"Anche nella sostenibilità ambientale vogliamo distinguerci" aggiunge Arturo Ziliani, amministratore delegato della Guido Berlucchi spa, "e ci riusciamo benissimo, se pensa che gli 85 ettari di nostra proprietà sono tutti in conversione biologica, e in breve lo saranno anche i cinquecento ettari dei conferitori. Nel 2017, pertanto, tutta l'uva vendemmiata per Berlucchi avrà il marchio "bio".

 

Una svolta storica, all'interno di un'azienda che da tempo privilegia tecniche di coltivazione e vinificazione a basso impatto ambientale; una svolta in linea con la tendenza naturale della Berlucchi ad essere un punto di riferimento nell'innovazione."

 

Quindi Berlucchi è sulla cresta dell'onda, ma la Franciacorta? Perché va così di moda quest'anno?


"Ma sarà merito dei ‘Floating Piers' di Christo e del milione e passa di turisti che ci hanno visitato a Giugno ... no, scherzavo, le idee geniali come quella che ho citato mi son ben presenti, ma qui in Franciacorta i veri fattori di successo sono altri. Anzitutto la specializzazione, visto che più del 90% della produzione locale è Franciacorta DOCG; poi l'età dei produttori, giovani in grande maggioranza; e infine il disciplinare che ci siamo dati. Uno dei più rigidi al mondo, le cui regole chiare e precise rappresentano una garanzia per chiunque, dal sommelier al semplice appassionato".

 

Il Berlucchi in degustazione oggi come lo definirebbe, in due parole?


"Un vino elegante per un pranzo importante. Il nostro ‘61 Nature millesimato è del 2009, un'annata dal clima quasi perfetto, ed è composto da Chardonnay all'80% e Pinot Nero per il resto. Affina cinque anni sui lieviti, è fresco ed elegante come uno Chardonnay, ma minerale e complesso come un Pinot. Nonostante la mancanza totale di sciroppo di dosaggio il risultato è piuttosto rotondo, non aggressivo, adatto ad una grande varietà di pietanze. Da tutto pasto, come usa dire."

 

Il Berlucchi ‘61 Nature mi si presenta nella sua complessità e poliedricità: l'abbinamento di oggi, con i piatti raffinati di Stefano Cerveni (chef del "Due Colombe di Corte Franca, unico stellato della Franciacorta) è senz'altro un test di altissimo livello.


"Un piatto così ricco di tradizione come la Tinca al Forno", sottolinea Stefano Cerveni "non si può mettere accanto ad un vino banale. Io ne ho una versione tutta mia, ovviamente: elimino le lische, creo un involucro esterno con quello che dovrebbe essere il ripieno, nascondo la polpa di pesce all'interno. Rivoltato come un guanto, potrei dire."

 

Le sperimentazioni dello chef s'innestano su una tradizione gastronomica locale che è robusta, secolare, ed oggi si offre in tutta la sua semplicità al grande pubblico.

 

Semplicità però non significa passatismo o resistenza al nuovo: e difatti non deve ingannare l'aspetto placido delle colline e del paesaggio lacustre, perché anche in quest'ultima edizione del Festival la Franciacorta ha fatto emergere il suo carattere spumeggiante. Proprio come il vino delle grandi occasioni.

 

 


Guido Gabaldi

 


 

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